L’età del montascale elettorale e il gran cambio di palinsesto del Cav.
Tanto per cominciare gli anziani non fanno la gita al mare. Con loro non si rischia: non disertano le urne. Stop, però – per carità, basta – a qualsiasi umorismo involontario in tema d’urne ed eredità d’affetti perché quello della terza età è un bacino sicuro. Silvio Berlusconi lo sa e in questa campagna elettorale dove tutti ormai raschiano nel barile del pop, dove perfino Beppe Grillo prende sottobraccio la giornalista di “Agorà”, il Cavaliere adopera il registro dell’usato sicuro. Avrà pure detto no, il Cav., non si scherza con la mobilia.
24 AGO 20

Tanto per cominciare gli anziani non fanno la gita al mare. Con loro non si rischia: non disertano le urne. Stop, però – per carità, basta – a qualsiasi umorismo involontario in tema d’urne ed eredità d’affetti perché quello della terza età è un bacino sicuro. Silvio Berlusconi lo sa e in questa campagna elettorale dove tutti ormai raschiano nel barile del pop, dove perfino Beppe Grillo prende sottobraccio la giornalista di “Agorà”, il Cavaliere adopera il registro dell’usato sicuro.
Avrà pure detto no, il Cav., non si scherza con la mobilia. Avrà dunque impedito che il suo competitor – l’immaginifico Matteo Renzi – finisse col mietere successi nella dorata vetrina di “Amici”, la trasmissione di Maria De Filippi, pur sempre pagata con soldi suoi; se n’è andato ieri da Corrado Formigli, in un contesto non ruffiano, quello di “Piazzapulita”, ma la stagione estrema del berlusconismo s’invera nel colloquio continuo con l’Italia dei vecchi, la fetta più numerosa della pletora votante, ed è a questa che Berlusconi destina il suo rassicurante messaggio: offrirsi all’elettorato né più né meno che come quelle poltrone elettriche delle telepromozioni. Sono quelle allacciate a dei binari, sul corrimano, con cui gli artritici si portano da un piano all’altro senza lo sforzo di farsi a piedi le scale.
L’Italia che conquistò una sua identità spirituale con la stampella di Enrico Toti scagliata contro il nemico, un modo di gettare il cuore oltre l’ostacolo lo deve pur trovare, ebbene, Berlusconi – che fu presidente operaio, padrona di casa, capostazione, coltivatore di cactus – ha capito su quale nuova metamorfosi concentrarsi: essere la poltrona montascale degli italiani, over 50 beninteso. E dar loro una “piattaforma” operativa. L’Italia elettorale è già appaltata in tutte le sue fette. A Renzi, che ha comunque quel “quid” atteso da Berlusconi – ricevendone l’eredità sociale e culturale – vanno i giovani. E questi hanno gli smartphone. Gli arrabbiati e gli esodati votano per Grillo a occhi chiusi. E anche questi trafficano coi computer. Quel che resta del ceto medio riflessivo – al netto di sbandamenti per il Pd e per il M5s – sceglierà la lista Tzipras. Sono informatizzati, quest’ultimi, ci mancherebbe, e vanno molto a teatro. Preferibilmente negli spazi autogestiti.
L’Italia che conquistò una sua identità spirituale con la stampella di Enrico Toti scagliata contro il nemico, un modo di gettare il cuore oltre l’ostacolo lo deve pur trovare, ebbene, Berlusconi – che fu presidente operaio, padrona di casa, capostazione, coltivatore di cactus – ha capito su quale nuova metamorfosi concentrarsi: essere la poltrona montascale degli italiani, over 50 beninteso. E dar loro una “piattaforma” operativa. L’Italia elettorale è già appaltata in tutte le sue fette. A Renzi, che ha comunque quel “quid” atteso da Berlusconi – ricevendone l’eredità sociale e culturale – vanno i giovani. E questi hanno gli smartphone. Gli arrabbiati e gli esodati votano per Grillo a occhi chiusi. E anche questi trafficano coi computer. Quel che resta del ceto medio riflessivo – al netto di sbandamenti per il Pd e per il M5s – sceglierà la lista Tzipras. Sono informatizzati, quest’ultimi, ci mancherebbe, e vanno molto a teatro. Preferibilmente negli spazi autogestiti.
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Tutto il reparto “pizza e fichi” dell’area moderata, quindi – de-berlusconizzata o meno, compresi gli Ncd – non potrà che rivolgersi alla vasta patria dei pensionati. E solo per Berlusconi non sarà un contrappasso rispetto all’epica della generazione Drive In, piuttosto un riposizionamento di palinsesto, oltre che di rete perché l’uomo, notevole magister del consenso qual è, questa prateria l’ha individuata da un pezzo, da quando già nel gennaio scorso scelse di farsi fare il ritratto con le rughe, la celebre cover del Sunday Times con lo scatto di Paul Stuart.
A farla semplice, quello di Berlusconi, è solo il trasloco dal target di Italia1 a quello di Rete4. Lo scenario, per lui, è fin troppo chiaro. Rinnova il partito, perde volentieri gli eroici pretoriani, e contemporaneamente invecchia la propria aura, al punto di negarsi ai canovacci consueti, quelli del jogging, degli accappatoi bianchi o – lo ricorderete, la tuta candida è stata simbolicamente affidata a Giovanni Toti… – quelli dello sciupafemmine. La sua nuova posizione di “impegnato” con Francesca Pascale lo impegna, infatti, in una dimensione non più donizettiana. Non c’è più l’elisir d’amore nelle sue giornate casalinghe ma la piena e inaspettata fase kirkegaardiana: lo stadio maritale della conquistata maturità etica.
Ogni passaggio culturale ha i suoi orari (il famoso motivo per cui da noi, dove a mezzogiorno si mangia, non potranno mai aversi le rivoluzioni) quello dell’usato sicuro – il rassicurante modulo dell’esperienza di ogni Giove in doppiopetto – non è altro che la rimonta del pomeriggio dove ciascuno, dotato di telecomando in luogo di un iPhone, può ben affrontare la crisi economica, il flagello eurocratico e le nuove tasse con un cagnetto sulle ginocchia.
Gli anziani si recano alle urne, un maniglione di sicurezza nella cabina elettorale – assai simile a un vano doccia – dovranno pur trovarlo. E Matteo Renzi, boy scout qual è, dovrebbe pur capirlo. Ben più di mezza Italia è casalinga. Lo spazio estetico-politico è post-prandiale e solo un motto può ben essere foriero di vincente mobilitazione. Già s’ode il rimbombo nel fondo del barile pop: “Dentiere, a noi!”.